(Il-Frantoio) P1-701
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Il Frantoio 
Organo ufficiale dell' Associazione Nazionale"Frantoiani d' Italia"
Direttore responsabile edizione su carta e telematica: Franz Rodi Morabito 
   
    In questo numero troverete:
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Vittoria! Marcia indietro per l'anacronistico “registro giornaliero” inutile, oneroso e ripetitivo. "Frantoiani d'Italia", grazie al Ministro Alemanno, ottiene l'annullamento
di Franco Fanelli
E’ stata una vittoria sofferta ma alla fine ha avuto ragione la nostra Organizzazione che è stata l’unica a battersi senza risparmio in tutte le sedi per un risultato legittimamente atteso da tutti i frantoiani italiani. Dobbiamo essere grati al Ministro Alemanno il quale per primo e con grande apertura si è reso conto che non venivano chieste cose assurde ma soltanto l’annullamento di una pretesa che non aveva alcun riscontro nella norma comunitaria e che contrastava fortemente con la pratica operativa delle imprese. Difficile è stato invece superare le interpretazioni di una burocrazia che aveva ritenuto di poter impunemente aggravare ancor più adempimenti che i frantoiani già ritengono insostenibili. L’obbligo del nuovo Registro è quindi caduto perché, come è stato anche riconosciuto dalla Commissione Europea, la regolamentazione vigente non lo prevede. Tutto questo poteva essere con maggiore obbiettività e tempestività ammesso già all’indomani delle assicurazioni del Ministro Alemanno al Convegno di Firenze, ma purtroppo la “Frantoiani d’Italia” ha dovuto superare una progressiva ed inopportuna  serie di impedimenti. 

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La forza dell’Organizzazione
Quando nel dicembre 1999 si costituì l’Associazione Nazionale “Frantoiani d’Italia” pochi avrebbero scommesso, dopo i fallimenti del passato, sulla possibilità di organizzare una categoria difficile come quella dei frantoiani che, pur chiamata a svolgere ruoli di fondamentale importanza nella filiera olearia, non aveva mai avuto un peso determinante nelle scelte di politica economica del comparto. Oggi, a meno di due anni dalla fondazione della “Frantoiani d’Italia”, l’impegno di un manipolo di uomini che hanno creduto nell’idea ha consentito di raggiungere traguardi assolutamente insperati. Il primo è stato l’ottenimento - per merito esclusivo della nostra Organizzazione - di un Decreto Ministeriale, datato 1/12/2000, con il quale si riconoscono ufficialmente le Associazioni nazionali dei frantoiani oleari e si fissano i criteri per la loro individuazione.Questo Decreto, emanato dopo il grande successo conseguito a Bari nel Convegno del 12/9/2000 nell’ambito della Fiera del Levante, alla presenza dell’allora Ministro Pecoraro Scanio ed innanzi ad una platea di oltre 1000 esercenti l’attività di molitura, ha dato l’avvio ad un processo organizzativo che ha consentito alla “Frantoiani d’Italia” di raccogliere quasi 2000 adesioni che l’hanno portata ad ottenere l’ambìto riconoscimento con l’emanazione del Decreto 10/5/2001 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18/9/2001. Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, viene riconosciuta un’Organizzazione di categoria attraverso provvedimenti legislativi nazionali. Ma non è tutto. La recente relazione della Corte dei Conti di Lussemburgo ha dato lo spunto alla dirigenza dell’Associazione Nazionale “Frantoiani d’Italia” per chiedere che fosse riconosciuto il ruolo essenziale delle imprese di frangitura anche nell’ambito dell’Organizzazione Comune di Mercato, non già come soggetto subalterno ai produttori olivicoli, ma come protagonista fondamentale della filiera olearia. In effetti alcune Organizzazioni ancora persistono nel ritenersi depositarie della verità e chiudono ogni varco a chi rappresenta le imprese di trasformazione per spartirsi, in esclusiva, le risorse comunitarie destinate al settore, come avverrà attraverso lo strumento delle Organizzazioni interprofessionali costituite tra industriali ed Associazioni di produttori, cui però manca la gamba essenziale per muoversi, e cioè quella dei veri “produttori di olio d’oliva” che sono i frantoiani.Orbene, se l’interprofessione così concepita non sarà completata, saremo i più fieri oppositori per la destinazione dei fondi previsti dalle decisioni comunitarie del giugno scorso in favore soprattutto della realizzazione dei processi di tracciabilità del “prodotto olio d’oliva” per il quale sta muovendosi giustamente anche il Ministero delle Politiche Agricole.La “Frantoiani d’Italia” - in qualità di unica Organizzazione riconosciuta proprio per tali finalità come si legge nel Decreto istitutivo - riproporrà la propria candidatura in rappresentanza delle imprese di trasformazione, nell’ambito dell’Associazione interprofessionale già costituita e, in caso di diniego, denuncerà le assurde manovre di basso potere attualmente in atto e provvederà a costituire un’altra Organizzazione interprofessionale direttamente con le industrie e con i produttori interessati a valorizzare la produzione olearia italiana che è, quasi per la totalità, nelle mani dei frantoiani.Staremo pertanto con chi intende realmente tutelare il prodotto italiano, nell’interesse delle imprese rappresentate ma, anche e soprattutto degli olivicoltori, contro chi, dichiarandosi a parole per la difesa della nostra olivicoltura sigla accordi con aziende multinazionali che nelle loro bottiglie utilizzano quasi esclusivamente oli di provenienza estera e di dubbia qualità.L’Organizzazione che è stata creata attraverso la “Frantoiani d’Italia” è oggi in grado di difendere efficacemente i frantoiani tanto che, anche nella vicenda dell’introduzione dei “Registri giornalieri dell’attività di molitura”, è riuscita ad ottenere una modifica della Circolare Agea n.58 per sollevare i frantoi dall’obbligo di compilare il Registro giornaliero delle attività di molitura , come riportato in altro articolo.Ciò si deve anche e soprattutto al Ministro On.le Gianni Alemanno che, con grande fermezza e convinzione aveva assunto tale impegno in occasione del riuscitissimo Convegno di Firenze del 4 ottobre scorso. La battaglia vinta per la prima volta, da 50 anni in qua, per ottenere una modifica di disposizioni imposte, come sempre senza il consenso della categoria, deve far diffidare le imprese di trasformazione da fantomatiche Associazioni nazionali che di frantoiani né rappresentano veramente pochi. La “Frantoiani d’Italia”, unica ed esclusiva Associazione riconosciuta a livello nazionale, ha dimostrato quanto sia importante dare ancor maggior forza ad una Organizzazione che è la sola, autorevole ed autentica espressione della categoria e proprio all’assenza di un’Organizzazione siffatta si deve far risalire l’azione vessatoria e molto spesso punitiva svolta a danno delle imprese di frangitura delle olive che da sempre esercitano un’attività meritoria e fondamentale nel processo produttivo e commerciale dell’olio. Ci auguriamo che i risultati fin qui raggiunti possano essere - oltre che di legittima soddisfazione per quanti hanno già aderito alla “ Frantoiani d’Italia” - anche di stimolo per quegli imprenditori che finora non hanno raccolto il nostro messaggio di associazionismo nella certezza che comprendano l’esigenza di unirsi ai 2000 loro colleghi per darci ulteriore forza e linfa vitale per sostenere e vincere le dure battaglie che ci attendono nei prossimi anni, da una parte per rendere più sostenibile l’attuale normativa dell’O.C.M. e dall’altra per incidere sui nuovi meccanismi di sostegno che Bruxelles dovrà varare col 2004. Ma soprattutto per assicurare un valido contributo alla difesa dell’olio d’oliva italiano. 

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    Il testo della Circolare nr. 85 del 26-10-01  dell'Agea a rettifica della circolare  
    nr.58 ed 80 - Contabilità standardizzata di magazzino dei frantoi oleari (art. 9 Reg. CE n. 2366/98) a decorrere dalla campagna 2001/2002 
    A seguito della emananzione di apposito parere richiesto ai competenti Servizi della Commissione Europea in merito alla interpretazione delle norme di cui all'art. 9, par.1, del regolamento citato in oggetto , si precisa quanto segue: 
    Innanzi tutto, sulla base del suddetto parere si ribadisce che:  
    1) "sulla base dell'art. 8, lett. b, del Reg. CE n. 2366/98, ogni frantoio piccolo e/o grande deve tenere una contabilità di magazzino comprendente almeno le informazioni specificate all'art. 9, par. 1; 
    2) tutti i frantoi sono obbligati ad inviare all'organismo competente l'estratto mensile delle registrazioni giornaliere previste dalle lettere a, b, c, d, e, f, g del menzionato art. 9, par. 1. 
    Tale estratto può essere tramesso anche attraverso il modello gratuito fornito dall' Agea, ritenuto conforme alla regolamentazione comunitaria". 
    A tal riguardo, però, la Commissione pur ritenendo che: 
    a) "la regolamentazione non prevede in modo esplicito l'obbligatorietà di una compilazione dei totali delle registrazioni giornaliere", ha tuttavia precisato che " la compilazione dei totali delle registrazioni deve comunque avvenire mensilmente e trasmessi agli organismi competenti (Agecontrol ed Uffici Provinciali territorialmente competenti) entro il 10 del mese successivo a quello considerato". Di conseguenza le disposizioni contenute nelle circolari Agea nr. 58 del 10 luglio 2001 e nr. 890 del 17 ottobre 2001 si intendono modificate nelle parti in contrasto con quanto sopra precisato. 
    f.to Il Direttore Generale 
    dr. Alberto Migliorini   
  
 

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Ancora un successo della "Frantoiani d'Italia"

A Firenze il Ministro Alemanno si impegna a rivedere    le più gravose norme comunitarie

Anche i frantoiani dell’Italia centrale hanno risposto con una massiccia partecipazione all’appello dell’Associazione Nazionale della categoria che, col diretto impegno organizzativo della sua rappresentanza toscana, ha realizzato un’importante occasione per richiamare l’attenzione del Governo e dell’opinione pubblica sugli insuperabili problemi che assillano la categoria mettendo oltretutto a repentaglio il ruolo che essa svolge - senza alcun riconoscimento economico - a favore della Pubblica Amministrazione e dei produttori di olive. Nella “Sala Verde” del Palazzo dei Congressi, traboccante di folla, dopo il saluto e la presentazione del Convegno da parte del Presidente dell’Associazione organizzatrice Milighetti, è stato il Presidente nazionale Picone a prendere la parola introducendo il tema “Il frantoio tra l’emergenza del momento e l’incertezza del futuro”.Puntualmente il denso programma dei lavori ha preso il via snodandosi per cinque ore tra la viva attenzione di ben 400 frantoiani provenienti, oltre che dalla Toscana, dalle Regioni contermini della Liguria, dell’Emilia Romagna, dell’Umbria, delle Marche, del Lazio con l’aggiunta di vari operatori pugliesi, abruzzesi e campani. E’ stata per il comparto una manifestazione di grande richiamo che tra l’altro ha confermato come in meno di due anni - che corrispondono al periodo di rodaggio della nuova Associazione durante il quale sono stati totalizzati circa 2000 aderenti - le più importanti aree olivicole del Paese siano state acquisite ad un grande progetto organizzativo che ha consentito - per la prima volta nella storia delle categoria - di sensibilizzare e coinvolgere in modo efficace i massimi vertici politici e amministrativi alle sue problematiche. E’ sufficiente infatti ricordare che i Convegni realizzati a Chieti, a Bari, a Paestum e ora a Firenze hanno to complessivamente circa 3000 operatori ed hanno registrato, come mai era avvenuto in passato, la presenza e l’impegno di Ministri ed alti dirigenti dell’Amministrazione centrale e regionale dell’agricoltura, tanto che i risultati concreti non sono mancati. Questo ha dimostrato ancora una volta la validità della strategia di una Organizzazione che si è posta l’obbiettivo di concentrare in un’unica, forte e autorevole struttura Nazionale di rappresentanza e di tutela il meglio della categoria, superando le incompatibilità e le frammentazioni che in passato hanno sempre impedito di avanzare, con una sola voce e in modo perentorio le giuste rivendicazioni dei suoi imprenditori.Passando alla cronaca del Convegno, le fasi salienti sono state quelle dell’articolata ed ampia Relazione del Presidente Picone che ha ricordato con estrema chiarezza e vigore in che modo sono nate e si sono sviluppate le vicende che hanno portato alla formazione di tante prescrizioni comunitarie di difficile applicazione per i frantoiani e specialmente quali ostacoli sono stati incontrati dal MIPAF nel far recepire dalle Autorità di Bruxelles le differenze fra la nostra realtà produttiva e quella degli altri Paesi mediterranei. Picone si è poi soffermato sul grande sforzo compiuto negli ultimi mesi per contrastare gli ulteriori obblighi introdotti illegittimamente dalla Circolare AGEA n°58, sugli interventi svolti ai massimi livelli per semplificare l’intera normativa e sulle prospettive che si pongono agli operatori in questo tormentato avvio di campagna. Infine sono stati illustrati gli interessanti programmi futuri con riferimento all’entrata in funzione delle “Associazioni interprofessionali” alle quali la Commissione C.E. affiderà importanti funzioni ed adeguati finanziamenti. All’applaudita esposizione del Presidente Picone hanno fatto seguito gli interventi del rappresentante dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura, quello del responsabile del Gruppo Pieralisi - che ha parlato dell’adeguamento dei sistemi informatici alle variabili e sempre più complesse procedure - e infine del Dirigente del Servizio Repressioni Frodi della Toscana che ha trattenuto l’uditorio sull’importante legislazione dell’ etichettatura e del confezionamento degli oli.Ma l’attenzione dei presenti è stata particolarmente viva al momento dell’intervento dell’Avv. Cusano, Dirigente dell’Age-control, il quale ha esordito riconoscendo obiettivamente la gravosità degli obblighi addossati ai frantoiani, ma al tempo stesso rilevando che, come Organo esecutivo e di controllo, l’Agenzia non può usare alcuna discrezionalità in ordine al rispetto, anche formale, del dettato comunitario.Quanto alla Circolare AGEA n°58 del 10 luglio 2001, Cusano ha difeso l’interpretazione più fiscale, e quindi la legittimità del concetto di “contabilità giornaliera” che, a suo avviso, giustifica la ripetizione delle registrazioni già acquisite attraverso i mod. F.Sono stati poi toccati dal responsabile dell’Age-control numerosi aspetti della disciplina contenuta nei Reg. 2366/98 e 648/01 con speciale riferimento alla novità dei “controlli supplementari”, alla nuova impostazione del “Registro oli” e al rispetto delle scadenze per la trasmissione del modulario.Molto seguite sono state inoltre, nella fase di prospettazione dei quesiti da parte dei frantoiani, le risposte del Dirigente dell’Age-control sull’ampia normativa comunitaria, così come su altre problematiche - come quelle delle acque di vegetazione, dei rifiuti e delle sanse - hanno suscitato molto interesse le indicazioni del Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Fanelli.Nella parte finale dell’incontro si è quindi registrato l’atteso intervento - salutato dagli applausi calorosi dei presenti - del Ministro Alemanno al quale il Presidente dell’Associazione di Salerno Di Giorgio - nella sua qualità di collega di partito - si è fatto portavoce delle istanze urgenti della categoria, poi ribadite e puntualizzate nei dettagli tecnici dal Presidente Picone.In risposta il Ministro ha preso atto della validità delle richieste avanzate condividendo senza riserve - anche per la sua personale conoscenza dell’attività dei frantoi pugliesi - l’insostenibilità dell’ulteriore carico burocratico imposto dalla recente circolare AGEA il cui contenuto è in evidente contrasto con l’indirizzo semplificatorio degli adempimenti amministrativi perseguito dal nuovo Governo sia nei vari settori economici che in campo civilistico.Considerata pertanto l’inopportunità di compromettere, con adempimenti vessatori e difficilmente praticabili dagli operatori, il regolare processo di trasformazione delle olive l’On. Alemanno ha annunciato la ferma intenzione di disporre il riesame del contenuto della contestata circolare relativamente all’adozione del nuovo “Registro giornaliero dell’attività di molitura”.Il Ministro ha quindi concluso il suo interessante intervento promettendo - fra gli applausi di ringraziamento dell’intero uditorio - l’immediato approntamento degli strumenti normativi necessari a riformulare le norme contestate, anche per scongiurare una serie di preoccupanti agitazioni già preannunciate nelle maggiori province olearie.
 
 
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