(Il-Frantoio) P1-102
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Il
Frantoio
Organo ufficiale dell' Associazione
Nazionale"Frantoiani d' Italia"
Direttore responsabile edizione su carta
e telematica: Franz Rodi-Morabito
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Anno III° - Nr. 3 /
4 - Marzo / Aprile 2002
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Tiratura su carta stampata di questo numero
5000 copie
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In questo numero troverete:
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1
Approvato il nuovo regolamento
sulle norme di commercializzazione olio d’oliva
I
frantoi non potranno vendere più olio sfuso ai consumatori
di
Franco Picone
Il Comitato di gestione materie grasse della
U.E. ha approvato il nuovo Regolamento comunitario relativo alle norme
di commercializzazione dell’olio d’oliva.
Tale Regolamento introduce una serie di norme
e novità rispetto al passato che riguardano le nuove regole di etichettaggio
dell’olio d’oliva e dei prodotti contenenti olio d’oliva.
Fra queste di particolare rilevanza è
quella riguardante l’obbligo, per tutte le aziende che immettono al consumo
olio d’oliva, di vendere il prodotto in recipienti ermeticamente chiusi
di capacità non superiore a 5 lit. contenenti le indicazioni delle
norme di etichettaggio contenute in detto Regolamento.
Con tale impostazione, nonostante le reiterate
proteste della nostra Associazione, diviene obbligatorio, anche per i frantoiani
che vendono olio d’oliva al consumatore finale, applicare le analoghe norme
nazionali che la stessa Associazione era riuscita negli anni passati ad
evitare attraverso una circolare del Ministero dell’Industria che dava
una interpretazione meno restrittiva della disposizione allora vigente.
Purtroppo il nuovo Regolamento comunitario non
si presta più a valutazioni riduttive da parte degli Stati membri
e pertanto la categoria dei frantoiani dovrà organizzarsi per continuare
a vendere gli oltre settecento mila quintali di olio che annualmente vanno
al consumo diretto.
A questo punto sarà opportuno, per i frantoiani
che intendono continuare a praticare questo tipo di vendita, dotarsi di
una riempi/pesa lattine facendo stampare sulle etichette le indicazioni
contenute nel nuovo Regolamento.
Su tale problema gli associati potranno prendere
direttamente contatti con la nostra Associazione che continuerà
a chiedere alle Autorità nazionali e comunitarie un’interpretazione
meno drastica del nuovo obbligo.
Il Regolamento di cui sopra prevede inoltre norme
relative alla vendita dell’olio esclusivamente italiano e sulle miscele
di olio d’oliva e di olio di semi che continueranno purtroppo ad essere
diffusi nei Paesi comunitari non produttori di olio d’oliva e venduti
nell’area comunitaria.
L’Associazione Frantoiani d’Italia, che si accinge
ad indire riunioni regionali per affrontare tutte le problematiche che
si prospettano per la nuova campagna, esaminerà unitamente ai propri
associati la normativa introdotta con il succitato Regolamento.
Per coloro i quali vorranno sin d’ora conoscere
in dettaglio tutte le norme si rimanda ad una lettura sulla Gazzetta Ufficiale
della Comunità Europea oppure si invitano a fare richiesta alla
nostra Associazione di copia del testo che però attualmente è
disponibile solamente in lingua francese.
2
Le rilevazioni Ismea per 2001
- Consumi ed import-export olio
di Carmine Della Rocca
Un quadro generale del settore, dal punto di vista
della commercializzazione, è stato presentato al recente “ Salone
dell’olio” di Verona in un ottica di cauto ottimismo giustificato dalla
lievitazione dei prezzi e dall’andamento dei consumi degli ultimi mesi.
Ma l’aspetto più interessante è quello emerso dai dati ISMEA
(Istituto di ricerca dei mercati agricoli) relativi all’anno 2001 che prendono
in esame il bilancio dell’import-export dal quale risulta confermata la
struttura deficitaria del nostro comparto oleario.
Il saldo è infatti sempre più passivo
perché le importazioni - anche a causa dei risultati produttivi
della campagna di scarica del 2000/2001 - hanno superato largamente le
esportazioni in un contesto di crescita dei consumi, sia a livello nazionale
che sul piano mondiale. In altre parole, mentre continua ad aumentare la
domanda del prodotto “olio d’oliva” a tutte le latitudini, in Italia non
ne traggono sostanziali benefici - almeno per quanto riguarda la remunerazione
- i vari soggetti della filiera, in primo luogo gli olivicoltori e i frantoiani.
- Importazioni per oltre 4
milioni e mezzo di quintali
Andando al concreto, nel 2001 la minore disponibilità
del prodotto interno dovuta all’annata negativa ha spinto in alto
le importazioni alle quali si è dovuto ricorrere per assicurare
la copertura del fabbisogno nazionale che tra l’altro ha segnato qualche
decimo di punto in più in termini di consumi pro-capite.
Queste le ragioni per le quali gli acquisti dall’estero
sono lievitati, sempre secondo l’ISMEA, del 18% con una spesa di
oltre 850 milioni di Euro, importo questo, che per la metà è
andato alla Spagna e per un quarto alla Grecia, seguito a distanza da Tunisia
e Turchia come principali fornitori del nostro Paese.
In questo panorama il segmento degli oli vergini
ha interessato oltre il 70% della spesa mentre il residuo è stato
assorbito dai raffinati e dai lampanti.
In termini quantitativi, sempre secondo le indicazioni
dell’ISMEA, ciò ha significato un volume di oltre 4 milioni e mezzo
di quintali di oli di varie provenienze e qualità.
- Stati Uniti e Germania si
confermano come i migliori mercati per l’olio
italiano
A fronte di questa situazione per quanto concerne
le esportazioni, sempre nel 2001, si è manifestato un ben più
modesto trend di crescita ma anche la conquista di nuovi interessanti mercati.
Su base annua infatti è stata messa a
segno una percentuale del 3% in più del volume del prodotto collocato
all’estero che si è attestato intorno ai 2.700.000 quintali, ma
questo progresso quantitativo è stato annullato dal calo dei prezzi,
tanto che la riduzione dei ricavi è stato di oltre il 4% superando
di poco i 700 milioni di Euro determinando di conseguenza uno sbilancio
di circa 150 milioni di Euro rispetto all’importazione.
Quanto alle diverse tipologie, gli oli nazionali
che sono andati all’estero sono aumentati sensibilmente nel segmento dei
vergini e degli extra-vergini dove hanno raggiunto 1.650.000 quintali e
quindi un più 13% mentre il balzo per i lampanti è stato
assolutamente eccezionale (più 39% in volume).
Circa le destinazioni, gli Stati Uniti si sono
confermati anche nel 2001 il nostro principale sbocco commerciale nonostante
un lieve rallentamento rispetto all’anno precedente. Nei mercati USA è
stato infatti collocato il 40% del nostro export che, in temi assoluti,
equivale ad un quantitativo di oltre 1.110.000 quintali.
Lievemente inferiore è stata la quantità
di olio venduto nell’Unione Europea, che si è attestata su 1.030.000
quintali, con un incremento dell’11% rispetto all’anno precedente.
La Germania, con un peso relativo del 13%, è
al secondo posto della classifica dei clienti esteri, seguita dalla Francia
con un 9,5%. In entrambi questi Paesi l’Italia ha incrementato le sue vendite,
nel corso del 2001, con progressi su base annua rispettivamente del 9%
e del 2%.
Ottimi infine gli sviluppi commerciali in Giappone
che con oltre 160.000 quintali di oli importati dall’Italia ha aumentato
gli acquisti del 10% ed è divenuto un mercato privilegiato.
Tra gli altri mercati esteri di nostro interesse
risultano migliorate le esportazioni nel Regno Unito e in Australia (con
il 20% in più nei due Paesi), mentre in Canada i volumi del 2001
hanno confermato sostanzialmente il dato dell’anno precedente.
- Extra-vergini in crescita nei consumi nazionali
Passando ora all’esame del mercato nazionale,
due sono gli aspetti che hanno assunto nel 2001 un rilievo particolare:
l’ulteriore crescita dei consumi dell’extra-vergine e il forte rallentamento
degli acquisti dell’olio sfuso nei frantoi, attribuibile al crollo produttivo
conseguente all’annata di scarica.
Lo sfuso, che di norma si colloca intorno al
20-25% dei consumi delle famiglie, a causa dell’inversione di tendenza
ha determinato una crescita della quota degli oli confezionati i quali
ormai fanno la parte del leone.
Nell’ambito delle diverse tipologie l’accelerazione
dei consumi degli oli extra vergini è stata di oltre il 70% rispetto
al 2000 mentre segnano il passo gli acquisti delle famiglie per gli oli
comuni e per quelli di sansa.
In totale il mercato nazionale vale, in termini
monetari, circa 4 milioni di Euro.
Per quanto riguarda le diverse aree geografiche
di consumo, gli acquisti diretti di oli d’oliva sfusi restano essenzialmente
prerogativa delle regioni centro meridionali dove si concentra la maggior
parte degli impianti di trasformazione con una ripartizione che l’ISMEA
valuta ad oltre il 60% nel Sud, al 25% nel Centro Italia e per il restante
13% al Nord.
Questo conferma l’esigenza di difendere questa
forma di collocamento del prodotto da parte dei frantoi nonostante la pretesa,
che viene avanzata da qualche parte, di rendere obbligatorio il preconfezionamento.
Si impone quindi di vigilare per impedire, come
fu tentato due anni orsono, di scoraggiare questo tipo di vendita, ipotesi
che l’Associazione Frantoiani d’Italia riuscì a scongiurare
ottenendo una decisione favorevole dal Ministero dell’Industria.
Riguardo agli oli d’oliva confezionati la ripartizione
degli acquisti domestici assegna alle regioni settentrionali un netto primato
con una quota di circa il 50% contro il 24% delle regioni centrali e poco
più del 27% dell’Italia meridionale.
Relativamente ai diversi canali di vendita la
grande distribuzione organizzata, e cioè i supermercati, a seguito
dei progressi degli ultimi anni è arrivata a coprire quasi il 60%
delle vendite di oli d’oliva confezionati.
Da questo quadro complessivo appare sempre più
evidente l’importanza del ruolo e la funzione che i frantoiani giocano
nella filiera, sia come responsabili della qualità, che punta ulteriormente
sugli oli di pregio, sia come diretti fornitori delle famiglie per quanto
riguarda il prodotto più genuino acquistato nelle sedi di produzione
nel corso della campagna olearia.
3
Olio. valutazione organolettica,
aspetti negativi e positivi di
C.D.R.
Il Regolamento CEE 2568/91 della Commissione ha definito
le caratteristiche degli oli d’oliva e di quelli di sansa fissando anche
i metodi di valutazione di tali caratteristiche. Ora però si è
reso necessario - anche per sanare una serie di inconvenienti emersi negli
ultimi anni - rivedere vari aspetti della normativa allo scopo di fissare
dei parametri limite per alcuni componenti importanti degli oli e per seguire
l’evoluzione tecnica dei metodi di analisi. Quanto alla decorrenza delle
nuove norme, che condizionano anche l’ammissibilità degli oli agli
aiuti comunitari, il punto 8 delle premesse al nuovo Regolamento si esprime
nei seguenti termini: “ Per consentire un periodo di adeguamento alle nuove
norme e la predisposizione degli strumenti necessari per la loro applicazione,
nonché per evitare turbative nelle transazioni commerciali, è
opportuno rinviare l’applicabilità delle modifiche previste dal
presente Regolamento fino al 1 settembre 2002 e prevedere una eccezione
per gli oli d’oliva e gli oli di sansa d’oliva condizionati per il commercio
al dettaglio anteriormente a tale data”.
Un aspetto di notevole importanza pratica per
i frantoiani riguarda, nel nuovo Regolamento, una migliore precisazione
delle valutazioni organolettiche degli oli a proposito delle quali sono
considerati gli aspetti che seguono
Sono considerati attributi positivi :
Fruttato = insieme delle sensazioni olfattive,
dipendenti dalla varietà delle olive, e caratteristiche dell’olio
ottenuto da frutti sani e freschi, verdi o maturi, percepite per via diretta
o retronasale.
Amaro = sapore caratteristico dell’olio ottenuto
da olive verdi o invaiate.
Piccante = sensazione tattile pungente caratteristica
di oli prodotti all’inizio all’inizio della campagna, principalmente da
olive ancora verdi.
Sono invece attributi negativi:
Riscaldo = flavor caratteristico dell’olio ottenuto
da olive ammassate che hanno sofferto un avanzato grado di fermentazione
anaerobica.
Muffa-umidità = flavor caratteristico
dell’olio ottenuto da frutti nei quali si sono sviluppati abbondanti funghi
e lieviti per essere rimasti ammassati per molti giorni e in ambienti umidi.
Morchia = flavor caratteristico dell’olio rimasto
in contatto con i fanghi di decantazione in depositi sotterranei e aerei.
Avvinato-inacetito = flavor caratteristico di
alcuni oli che ricorda quello del vino o dell’aceto. E’ dovuto fondamentalmente
a un processo fermentativo delle olive che porta alla formazione di acido
acetico, acetato di etile ed etanolo.
Metallico = Flavor che ricorda il metallo, caratteristico
dell’olio mantenuto a lungo in contatto con superfici metalliche durante
i procedimenti di macinatura, impastatura, pressione o stoccaggio.
Rancido = Flavor degli oli che hanno subito un
processo ossidativo.
Cotto o stracotto = flavor caratteristico dell’olio,
dovuto ad eccessivo e/o prolungato riscaldamento nel corso dell’oleificazione,
specialmente durante la termo-impastatura, se avviene in condizioni termiche
inadatte.
Fieno-legno = flavor caratteristico di alcuni
oli provenienti da olive secche.
Grossolano = sensazione orale/tattile densa e
pastosa prodotta da alcuni oli.
Lubrificanti = flavor dell’olio che ricorda il
gasolio, il grasso o olio minerale.
Acqua di vegetazione = flavor acquisito dall’olio
a causa di un contatto prolungato con le acque di vegetazione.
Salamoia = flavor dell’olio estratto da olive
conservate in salamoia.
Sparto = flavor caratteristico dell’olio ottenuto
da olive pressate in fiscoli nuovi di sparto e può essere diverso
se il fiscolo è fatto con sparto verde o con sparto secco.
Terra = flavor dell’olio ottenuto da olive raccolte
con terra o infangate e non lavate.
Verme = flavor dell’olio ottenuto da olive fortemente
colpite da larve di mosca dell’olio (Bactricea Oleae)
Cetriolo = flavor che si riproduce caratteristicamente
nell’olio durante un condizionamento ermetico eccessivamente prolungato,
particolarmente in lattine, che è attribuita alla formazione di
2-6 nonadienale.
4
Finanziamenti ed agevolazioni
per potenziare e ristrutturare i frantoi
A seguito dell’intensificarsi delle richieste
di informazioni e consulenze da parte dei frantoiani che intendono ristrutturare
o potenziare i propri stabilimenti l’Associazione Frantoiani d’Italia ha
istituito presso la propria sede un apposito servizio di assistenza. Professionisti
qualificati si occuperanno di corrispondere alle varie domande sulle opportunità
esistenti in materia di incentivazioni e agevolazioni relative a progetti
di miglioramenti strutturali, ambientali e ad iniziative di marketing dei
frantoi (rinnovo dei macchinari e potenziamento degli stabilimenti, impianti
di stoccaggio, linee di imbottigliamento, messa a punto di programmi di
igiene e sicurezza, ecc).Potranno pertanto essere richieste all’Associazione
informazioni, normative e notizie su ogni possibilità, quindi i
frantoiani potranno erudirsi su requisiti, condizioni, modalità
di accesso nonchè aspetti procedurali relativi alle varie forme
di finanziamento o di incentivazione.
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