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Potrebbero essere quattro momenti slegati o fra loro collegati .... ancòra "tutto ed il contrario di tutto"!
Ma poi, cosa è "il tutto"? non è una aggregazione di piccolissime cose diverse? .... ed allora? ....
Dedicati ad una amica mai vista ma che conosco profondamente!
... tutti questi pensieri si rincorrevano nella mia mente , tutti questi dubbi correvano garruli nei miei pensieri! Ho sentito un bisogno prepotente di uscire, di correre via da quel posto che mi opprimeva ... di cercare aria libera ... spazi infiniti , lontana dai miei pensieri , dai miei ricodi , dai miei timori , dalle mie utopiche speranze ....! fuggire, fuggire, fuggire da tutto, da tutti , ma sopratutto da me!
Decisi di uscire, di vagare senza meta, di cercare qualcosa che già sapevo non avrei trovato : la pace interiore , dolce sensazione di benessere e di stanchezza assieme. Era ormai quasi buio e mi diressi verso il boschetto. Esso era lì ad attendermi con i suoi maestosi rami protesi verso di me ... come un abbraccio carnale, come un amante in attesa .... con il vento che accarezzando le foglie sussurrava un sommesso brusìo mentre il ruscello faceva da sottofondo. Ed adesso ero lì , scappata da tutto ... ma non dai miei pensieri! Sentivo un sorta di intimità viva, amichevole, umana tra me e gli alberi .
Ricordai quella favola che raccontava che Apollo, bellissimo, ma dedito alle arti della guerra, derideva Cupìdo piccolo e fragile dedito agli intrighi amorosi. E Cupìdo che aveva nella sua faretra due frecce, una d’oro per fare innamorare, e l’altra di ferro per rendere tetragoni all’ amore, si vendicò colpendo Apollo con quella d’oro facendolo innamorare perdutamente di Dafne, ma ahimè con l’altra freccia colpì Dafne che così divenne insensibile al suo amore. Apollo seguì Dafne nel bosco per farla sua, ma Dafne invocò gli Dei che la trasformarono in albero : uno splendido albero di Alloro, bellissimo, con il cuore di donna! ..... favole .... tutte favole ....... maaah .... se fosse vero? se quall’afflato che sentivo con gli alberi del bosco erano corrispondenze di umani passioni? chissà ..... forse quegli alberi erano altrettante fanciulle sfuggite ai propri amanti! Mi assopii lentamente in un sonno dolcissimo sperando in cuor mio che un Dio caritatevole mi avesse trasformata in Alloro !
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Nel sonno il mio spirito abbandona il mio corpo e si libbra nell’aria. Diviene vento e corre felice, accarezza le foglie, sfiora le cose. Diviene rugiada e ricopre le erbe. Diviene foglie che catturano la limpida luce e la trasformano in linfa vitale. Diviene infinito che è “il tutto” e nel contempo “il nulla”! Splendida sensazione sentire la dualità. Essere ed il contrario di essere, donna ed il contrario di donna, vita ed il contrario di vita! E poi ... con le prime luci dell’ alba, il risveglio!
Il mio corpo è lì, giace inerte, un tantino intorpidito dal fresco della notte .... ma è lì. E’ lì nella sua splendida bellezza ma nel suo tremendo essere prigione. Una prigione dorata con le sbarre di platino, ma pur sempre prigione, pur sempre sbarre! Io amo il mio corpo e lo odio. Questo corpo che cattura gli sguardi cùpidi ed avvolgenti ... e per questo lo amo ! Ma nello stesso tempo distrae chi mi guarda ed allontana il pensiero dal mio spirito ... e per questo lo odio !
Eterna meravigliosa sensazione della dualità! .... “ tutto “ ed “ il contrario di tutto” con il suo fascino perverso che ammalia! eterna contraddizione che è in noi stessi e che genera amore e genera vita, genera odio e genera morte. Ma ormai le stelle hanno ceduto il passo al Sole che nasce e la pallida luna sbiadisce nel nella luce del giorno! E’ ora di andare, rientrare in me stessa, rientrare nel mondo, in quel mondo che amo e che odio pensando ai versi del poeta dell’amore Catullo : ODIO ED AMO, SE MI DOMANDI PERCHE’, IO NON SO, MA E’ COSI’ .... E SOFFRO !
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Aprii la porta, iniziai a scendere le scale .... la musica faceva da guida ... camminavo in trance, condotta dolcemente per mano da quelle note sottili e taglienti ... scesi i primi gradini ... mi fermai! Mi chiesi dove andassi, per chi andassi, perchè andassi ... ammaliata da quella musica che mi faceva lo stesso effetto del suono del piffero al cobra .
Lui era lì di fronte a quel pianoforte ... incantatore di serpenti ... ed io andavo ! ma perchè? No, non dovevo andare, dovevo resistere, lui non era le Sirene di Scilla ed io non ero la navigante che doveva inesorabilmente soccombere .... volevo essere Ulisse e resistere al dolce richiamo delle Sirene , magari legandomi all’albero. Mi feci forza, tornai in camera, mi distesi sul letto, il viso sul guanciale ancora umido delle mie lacrime. Mi abbandonai ai ricordi .... come in un film ....come ad un suicida cui la sua vita le scorre avanti agli occhi ... un film fascinoso ... ma tremendo, crudele, spietato.
E ripensai al mio incontro con “lui” , mio marito, lo splendido pianista, artefice di quelle meravigliose melodie che affascinano tutti e continuano ad affascinare anche me.
Era una sera di autunno, triste e avvolta dalla tristezza autunnale delle cose, in un quadro di splendidi colori ovattati, passeggiavo svogliatamente. Girai l’angolo, ed un suono di un pianoforte mi colpì improvvisamente .... un piano bar, un nugolo di clienti distratti, una visione. Lui ... bellissimo .... triste di quella misteriosa tristezza che solo gli artisti sanno avere .... estasiato dalla sua stessa musica ... sognante! ne fui mediatamente colpita! feci di tutto per farmi notare da lui , ma con virgineo pudore. Le amiche mi dissero “attenta .... inganna il suo fascino” .... “è falso il suo sperduto candore” . Ma io lo volevo, lo desideravo, era mio! era nato per me ! Sapevo che le mie amiche non mi avrebbero mai mentito, sapevo che avrei sofferto con lui .... ma era mio! non potevo sottrarmi al destino .... quasi un olocausto! Ero spinta da quello strano desiderio che aveva sempre infondato tutte le mie azioni, avere qualcosa che già sapevo mi avrebbe fatta soffrire, scoprire qualcosa che mi avrebbe procurato dolore .... come un perverso destino che mi spinge a volere ... per poi soffrire ... quasi una forma di masochismo ... di autodistruzione !
Conoscevo bene quel desiderio che si scatenava in me prepotente ... oooh quante volte avevo voluto sapere per poi soffrirne tremendamente , io lo sapevo bene che scoprire sarebbe stato per me soffrire , ma lo volevo ... era un ordine del mio destino .... ed al destino non ci si sottrae.
E lo volli, e l’ebbi, e soffrii !
Eccolo lì adesso il mio dottor Jekkil e mister Hyde ! .... suonava come un Dio , distribuiva dolcezza ed amore .... novello Cupìdo .... e contemporaneamente carnefice , tremendamente carnefice dell’animo umano .... il mio killer psicologico! Ero distrutta ed annientata da lui , sono ancor oggi soggiogata da lui ... direi quasi plagiata . Lui non mi vede, scambia inutili futili chiacchiere, ma non vede il mio amore, non vede la mia sofferenza , non vede la mia distruzione. ... e piango ..... piango quasi a voler lavare con le mie lacrime il “brutto” che ho in me..... piango per cancellare il contrasto psicologico che è in me, contro cui tento una inutile lotta, che tanta pena mi dà .
Piango .... piango e ..... quasi ne sono felice !
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Chi sa perchè non riuscivo a staccarmi da quella lettera di Miriam, era come una droga, era un dolce ma doloroso richiamo! mi sentivo attratta inesorabilmente da quella lettera e contemporaneamente la respingevo . Ripensai alla nostra amicizia ... nata dal nulla in una notte di inverno.... Era una di quelle gelide notti di dicembre, il freddo era tagliente, il vento soffiava minaccioso, ma il calduccio del mio nido mi faceva sentire riconciliata con la natura avversa. Bighellonavo in rete , svogliatamente, senza meta come senza meta è stata sempre la mia vita ... di colpo apparve Lei ... imperiosa nella sua vivida intelligenza, ammaliante nel suo incontenibile calore umano. Io ho creduto ad un miraggio, ma miraggio non era. Miriam era lì ed io pure.
Scattò immediatamente quel filing indefinibile che unisce gli esseri umani anche senza conoscersi. Ho creduto che finalmente avevo trovata l’ altra metà della mia mela spirituale ed a lei mi sono abbandonata incondizionatamente.
Erano ore ed ore di intelligente colloquio appagante per lo spirito come niente mai era stato per me ... un tantino diseredata dalla Sorte.
Che strana la vita ! ti scorre pigramente sulla pelle per tanti anni ed improvvisamente ti accorgi che nutri degli inspiegabili sentimenti per qualcuno che nemmeno conosci! Dimentichi improvvisamente tutti gli interessi che fin’oggi ti sono sembrati imprescindibili, tutti gli affetti che hai creduto importanti, ti astrai improvvisamente dalla realtà per tuffarti in un sogno, un dolce mellifluo sogno che sai bene rimarrà sempre tale! Ma proprio questo è il bello dei sogni, a differenza dalle cose reali che possono essere belle o brutte quando le vivi , i sogni sono sempre belli perchè il brutto perde vividezza ed il bello si trasforma in dolce melanconia!
Ed adesso la sua lettera, lei mi racconta del suo amore per un lui misterioso, mi esprime le intime sensazioni, mi decanta con suoni di arpa momenti di attesa, momenti di estasi, momenti di pace.
Chi sarà questo lui ? perchè non lo dice ? ha forse paura di ferirmi ? dove lo ha conosciuto? forse sono stata proprio io a presentarglielo? SARÀ MIO MARITO?
Le ombre prendono corpo, i sospetti
ingigantiscono, ogni piccolo evento diviene nella mia mente malata una
prova sicura! ripasso nel mio ricordo le parole, i gesti, le sfumature
ed immancabilmente finisco per concludere assolvendo o condannando. Eterna
altalena tra il si ed il no che genera gioie e genera dolore! ... E lei
gioca ... come fà un gatto con un “ratoncito” , un gioco innocente
o perverso? un gioco di vita o di morte? Possibile che lei tanto intelligente
non capisca cosa rappresenti per me? essa è la fuga dal reale, da
quel reale che mi ha sempre perseguitata , da quel reale che mi opprime
giorno dopo giorno e mi distrugge , lei rappresenta la mia migliore amica,
la persona a cui ho affidata me stessa ... inerme, per essere cullata e
protetta, per essere traghettata dal nulla da cui vengo al nulla cui tendo
: lei rappresenta il mio futuro, la mia vita! Rileggo la lettera, piango
, sorrido ma a cosa? --- MI
ILLUDO! ... eterna illusione ! ............
.... è la
vita!
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