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(Racconti) Op-5 
Elab.elettronica e composizione:Atremon
LA MIA OASI DI PACE
di Antonio G. da Bari

Il bosco , cosa di piu' profumato di piu' rilassante di piu' spazioso, eppure in uno di quei boschi un po' radi e assolati cresce in me una sensazione di solitudine spaventosa che si tramuta improvvisamente in una affannosa ricerca di voci e rumori. Ah ! i rumori, le voci, da quanto tempo non ne ascolto neppure un po', cosi',tanto per liberarmi di questa nenia che mi affoga da oramai dieci anni. Si' dieci anni di solitudine, dieci anni son passati da quando fuggii dalla mia famiglia, dal mio mondo per rifugiarmi in questi monti lugubri e solitari. La mia scelta fu' tanto decisiva quanto veloce e prese di contropiede la mia famiglia i miei colleghi di lavoro e chiunque credeva che il mio successo significasse quancosa per me fino ad indurmi alla completa dedizione al pubblico, ai lettori dei miei romanzi delle mie poesie. Ma cosa avranno capito mai di me, ma come potevano credere di indurmi a tali gravi sevizie mentali se il mio successo era nato proprio dalla completa dedizione alla mia indole e questo aveva fatto del mio pensiero qualcosa di leggero e libero che volava nei piu' profondi meandri della mia fantasia e che non aveva per nulla a che fare col mondo che si compiaceva dei miei scritti. Ma ora la solitudine mi grava addosso e i miei occhi hanno perso ogni senso della dimensione, della distanza e non so' oramai piu' paragonare il presente col futuro figuriamoci poi cosa mi rimane del passato se non un ricordo freddo e vacuo di gente colori e rumori, ah ! quanti rumori. Non e' che io odi questa pace anzi, ma e' la mia instabilita' interiore che fa' di questo immobile e silenzioso ambiente un'inadatto punto di partenza per miei fantastici voli quotidiani. In che posto dovrei approdare ora che son giunto realmente in questo bosco spazioso, rilassante. Appunto rilassante, e' questo che mi rende tutto piu' difficile perche' quando ero nel mondo la frenesia mi conduceva a cercar forzatamente spazi anche se piccoli ma solitari dove isolarsi, anche se consapevole che a soli pochi metri la vorace fretta di altra gente m'avrebbe vertiginosamente coinvolto. Ed una volta solo mi abbandonavo ai miei piu' disparati desideri ansie e mi ritrovavo in spazi aperti in cieli immensi corredate da nubi enormi e candide che si confondevano con l'orizzonte infinito, ma ora il cielo immenso c'e' l'orizzonte infinito e' difronte ma manca qualcos'altro che ho sempre trascurato o forse che ho sempre evitato di considerare per paura di mettere basi al mio piu' completo fallimento. Questa paura mi ricorda un tenero episodio di quando ero bambino. Ricordo infatti che mentre ero in giardino completamente immerso nei miei giochi infantili vidi in lontanaza oltre l'inferriata del mio giardino un secchio che pareva immmenso e cio' che mi incuriosiva era scoprire le tantissime cose che probabilmente conteneva, o perlomeno quelle che avrebbe potuto contenere. Intanto dopo tante peripezie scavalcai l'inferriata e raggiunto quel secchio, l'amara sorpresa fu scoprire soltanto un dipinto sul muro. Quanti sogni quante aspirazioni avrei voluto riversare in quel secchio e mi ritrovai invece con tante idee che contenevo impacciato tra le mie mani. Ed ora ad una cosi' enorme distanza di tempo mi ritrovo ancora difronte a una tale grande delusione. Il mio mondo e' dipinto nella mia fantasia e da nessuna parte approdero' felice di aver raggiunto la mia oasi di pace.


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