www.spaziotremila.it
Spaziotremila opera
in sintonia con
www.sosed.it
(Racconti) Op-8
Elab.elettronica
e composizione:Atremon
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pensieri da un mondo sconosciuto di Valentina
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giovedì 2 maggio 2002
Forse
ho sempre sognato di scrivere, ma non ho mai osato pensarci su veramente.
Non so perché oggi ho deciso
di essere qui né dove questa direzione porterà. Spero solo
di non fare un dialogo dai sapori così intimistici tanto da poter
essere decifrato da me soltanto.Vorrei un giorno che qualcuno potesse leggere
e dire "So che cosa hai voluto comunicare, la mia esperienza è stata
la tua".
Non è scrivere soltanto
la ricerca di una comunicazione, la comunanza con qualcuno che esiste ed
è là, fuori da qualche parte che aspetta solo di riconoscere
ed essere riconosciuto? Non è l’aspirazione di colui che vuoi parlare,
cercare qualcuno con cui dialogare?
Durante la vita varie situazioni
frustrano la ricerca, forse prima fra tutte l’ansia della delusione.
Quasi spontaneamente la prima risposta
a questo timore è accontentarsi di ciò che in quel preciso
momento urta il tuo cammino, decidere di accoglierlo nonostante non abbia
le forme che hai sempre voluto, ti accorgi solo più tardi di aver
disperatamente camuffato e imbrogliato in quel momento il tuo desideri
convincendoti che a ben vedere quella cosa non era così male.
A poco a poco quella reazione diventa
uno stile di vita, una abitudine non strettamente disdicevole ... metà
della vita se non viene in soccorso la tua morte o quella degli altri o
la rovina delle cose è occupata da giganteschi, enormi, soffocanti
ammassi di compromessi che mai e poi mai avresti sognato nelle peggiori
delle ipotesi. Le ipotesi ... le chiamerò con il loro vero nome:
aspettative.
Un capitolo dolente si spalanca
a questo punto. Non credo che esista attualmente un termine più
terrificante, lo stesso suono è già indice di malinconici
stati d’animo.
Ti accorgi di un momento, di una
banale passeggiata in campagna, la vista di colori sfumati di un cielo
di un giorno che lentamente sta attardandosi nell’ora del desio, nel quale
la coscienza del Sé configura la rappresentazione tua e di ciò
che ti circonda sino alla dimensione del sentimento di quel preciso momento,
come se per la prima volta si vedesse tutto d’improvviso dentro e fuori
del proprio essere.
E’ come se l’intera esperienza
vissuta, il passato e il presente fossero annullati in un’unica percezione
flsica, quella di quel momento.Ci si accorge anche come il resto della
giornata, la vita fin lì, sia scivolato sotto la soglia di quella
attenzione che generalmente viene definita consapevolezza.
Mi sto chiedendo se ciò
di cui sto parlando sia familiare anche per qualcuno all’infuori di me?
Tornando al banale sentiero di
cui non capto nemmeno l’esistenza, nonostante ci stia camminando da un
po’, mi scappa un gesto che un momento dopo trovo terribilmente romantico:
accarezzo con la mano i cespugli che lentamente mi scorrono accanto, oddio
ecco che si affacciano mille finestrelle di un repertorio che, guarda caso,
è solo quello che offre il sentimento di quel momento.
Ne apro una, un sentimento di nostalgia
si presenta così bello che per un istante mi si cela alla vista
anche la sua vera essenza; decido di trascorrere qualche metro del mio
cammino con lui ... eppure so che la sua vicinanza mi trascinerà
dentro un’eco lungo qualche giorno, non importa, ma l’istante è
così fugace tanto quanto l’apparizione del sentimento che un attimo
dopo ciò che sto guardando tanto rapita ha già perduto la
magia di quella vista lasciandomi sgomenta, sola, con la canonica sensazione
dell’amarezza dell’irripetibile.
E le aspettative che a loro volta
avevano le loro aspettative da accontentare sono poi state soddisfatte?
Il sentiero finisce, rientro tra
luoghi conosciuti, decido di abbandonare o fuggire quell’inquietante interrogativo
dietro le mie spalle intrappolato in quel momento in cui la lucidità
aveva assunto le forme di un tramonto, un viottolo di campagna, la voce
di un fiume in lontananza.
La vita è davvero poi solo
un lungo gesto di associazioni di pensiero, quello che comunemente definiamo
esperienza? E questa è solo la memoria del trascorso?
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venerdì 10 maggio 2002
Ancora
una strada come compagna percorsa a lucida velocità nell’impeto
di separarsi dalla tristezza di una assenza, la rabbia di una giornata
vissuta senza entusiasmo.
Se bastasse solo chiudere gli occhi ...
Nonostante questo, la dolcezza del crepuscolo mi culla
nel pensiero che un altro giorno che mi ha allontanata dalla meta sta volgendo
al termine ... ancora un altro giorno senza aver potuto pronunciare a qualcuno
"ti amo", invece ignoro chi tu sia, quale cielo tu stia guardando.
Sto finalmente rallentando, la campagna scorre nella
sua lussureggiante esplosione,vive di luce propria senza domandare,
accompagna senza chiedere chi sei o dove stai andando,solo
respira dentro l’anima e la ristora.
Eppure il pensiero continua a correre fra quei campi
di grano verde. La luna sta sorgendo.
Quanti sono coloro che in questo momento stanno condividendo
la visione, la solitudine di una esistenza senza amore? E sopratutto qual'è
la forza che rende così vulnerabili alla mancanza dell’amore eppure
permette di sopravvivere allo strazio?
Il paradosso ... è che si è senza alternative.
Mi sto avvicinando a casa. Non posso credere di aver
deciso di sopportare tutto questo. Incontro altri sulla strada,chissà
se è qui, forse mi ha appena vista, vorrebbe ... controllo dietro
di me, non c’è nessuno che sta percorrendo la mia direzione che
sta seguendo i miei pensieri.
Guardo il cielo niente mi consola nemmeno la mia insignificanza
nei confronti dell’Universo.
La mia solitudine è forse più grande di
quell’infinito e le risposte, quelle non esistono, ma altri soli riscaldano
quella immensa vastità.
Eppure qualcosa di miracoloso esiste, se posso anche
solo pensare.
Rimanderò la ricerca a domani, voglio riposare,
un altro giorno sotto un altro sole che non arresta mai il suo moto forse
mi aiuteranno a non smarrire il cammino ... per il momento la luna nasconde
il desiderio e la sua imponenza.
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Silenzioso e maestoso,
sereno nella sua limpida bellezza,
si ferma a contemplare l’orizzonte,
placidamente assorto
nella luce del giovane giorno.
Distrattamente si volta a guardare,
certo che la sua libertà, quella autentica,
non verrà mai violata.
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lunedì 22 luglio 2002
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La libertà,un
concetto dai contorni indefiniti,la vastità di un infinito e la
comprensione fisica di ciò che è incomprensibile.Questo diamante
che vive dentro ognuno di noi che plasma , caratterizza, protegge l’evoluzione
del nostro crescere ,un prezioso così essenziale che il trascorre
del tempo,l’esperienza vissuta nel nostro interagire ,ne rendono a loro
volta il mutarsi della forma e del colore . Mi sono chiesta che cosa
renda imperdonabile la presenza altrui se non la vanitosa pretesa
di arrischiarsi in territori nei quali non si è stati invitati,
nei quali la propria personalità regna non come magnanima
sovrana, certamente dedita al relazionarsi ,alla accondiscendenza ,quanto
piuttosto una spietata vendicatrice del proprio onore pericolosamente schiaffeggiato,
anche solo da una parola ,una circostanza ,che farebbe supporre la
responsabilità del nostro Essere…come se avessimo un diretto
controllo di ciò che esiste già in noi.
Quel continuo battere e ribattere come uno sciocco vento la stessa
persiana,un’unica direzione,questo già trascende un atteggiamento
bieco ,contestabilissimo, è ciò che viene sentenziato fino
allo spasmo dalla voce della Verità altrui .
Per quanto lo si cerchi disperatamente ,non ci si può nascondere
dietro la propria riservatezza ,supponendo di essere intoccabili, non guardare
per non essere visti. Arriva il giorno nel quale qualcuno chissà
come lo ha deciso,intende apprestarsi ad espugnare la fortezza, la libertà,
il Santo Graal, violare la Essenza altrui. Le motivazioni? Le più
false, disparate che possano assumere ,prestarsi a camuffare la forma
della ragione per la quale si crea una situazione di conquista : l’invasione,
il potere, il controllo sulle vite altrui. A presidio della propria
libertà? Una potenza ceca ,devastante, una reazione d’urto così
maestosa che in un momento fluisce un istinto ancora rinvenibile,
nonostante i duri anni di repressione inflitti da chi in ogni istante considera
,decide di difenderti da te stesso .
Il comando in termini impellenti ordina la soppressione della fonte
che minaccia la libertà. Ho ben compreso cosa si nasconde dietro
le cruenti battaglie feline, gatti che si affrontano per preservare il
proprio territorio, ciò di cui ritengono aver bisogno per continuare
la propria sopravvivenza.
Il momento onirico:
“Ho sognato un mondo perfetto nel quale il confine vive dentro di
noi come punto di remota ipotesi ,dove l’armonia si sviluppa e si rinnova
come ineludibile forza reggente, che plasma e conforma le volontà
affinché esistano spazi di fuga tra l’una e l’altra ,in modo da
permetterne in perpetuo il loro l’eterno espandersi.”
Può essere rintracciata questa sublimazione di luogo incantato
da qualche parte ,quali mezzi utilizzare per raggiungere il nuovo Mondo?
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Mercoledì 7 Agosto 2002
La
città dei tetti mantiene la sua tranquilla posa ,ignara di quella
parte viva , sottostante , che incessante si muove ai suoi piedi . Sento
i rumori che provengono da questa , ma oggi appartengo all’altra che guarda
il cielo . Molte esperienze mi hanno cercata , gli occhi profondi
e vivaci ,scuri ,di una cultura senza tempo che ha fatto dell’ospitalità
il suo massimo valore . Il riposo , cercato e voluto ,ma senza sonno .
La decisione di condividere del pane con creature a me legate da una tacita
incomprensione e dalla comune esperienza del vivere . Ho visto molti occhi
e molti di più hanno visto i miei , ignari gli uni delle vite degli
altri . Eppure vivono .Cercano continuamente , spinti dalla necessità
di una interazione , dall’oggetto di un desiderio presente . Ed ecco che
si erigono nella loro maestosità , ad opera di ingegni raffinati
, splendidi pensieri divenuti forme vive di un paesaggio combinato
agli elementi naturali . Costruzioni appartenute alla sostanza di
sogni audaci , realizzazioni del coraggio di uomini che hanno potuto perché
voluto . Anche ieri , ed oggi , ho creduto , di una fede profonda
ed ho immaginato . Mi sono trovata là ,dove desiderio e speranza
si fondano in un’unica realtà , là dove non esiste
il bisogno , solo il finito di ciò che è desiderato . Là
in quel luogo misterioso ho cercato un volto ; ancora per qualche strana
alchimia , là dove tutto è retto da una ruota che scandisce
il flusso , non l’ ho scorto . Questo istinto forse mi ha condotto
in un luogo illusorio , dove il desiderio ancora una volta è stato
frustrato , la speranza , accettando la temporanea sconfitta , ha potuto
osservare le condizioni di uno spirito inquieto , ma vivo .
Ed ecco le note di una musica che ristorano l’anima , ingovernabile
, che regge la sorte di uno spirito ribelle . Indomito vive nella ricerca
di un altro , comprendendo nel mentre il suo pensiero .
Oggi non schernisco la dolcezza di quei luoghi conosciuti dall’infanzia
. E questa pioggia cade , ricoprendo ogni forma così come
il vagheggiare della mia nostalgia .
domenica 1 settembre 2002
La
bellezza di un cielo grigio blu dopo una miracolosa pioggia di un’estate
che pigra stiracchia le sue calure tardive.
Questo cielo mi riporta alla mente la delusione di pomeriggi
forzati in casa quando i nostri occhi guardavano con insistenza la finestra,
le mani posate sui giochi , anch’esse assorte sopra qualcosa che non stimolava
veramente. Mi ricorda i profumi di Settembre , i fiori di mia nonna che
prendono il nome dal mese, i venti del Nord, preludio di una
stagione riscaldata solo dal calore dei suoi colori.
Lassù da qualche parte si intravede il cielo adesso .
La Nostalgia fa meno male oggi. Ieri ci siamo spiegate, mi ha chiarito
perché a volte sia necessaria anche la parte più malinconica
di essa. “Serve – mi ha detto – affinché io venga ascoltata.
Sono tornata finalmente a casa dopo un lungo peregrinare di
anni , quando cercavo altri luoghi per parlare a me stessa,
venire ad un compromesso con la Rabbia.
Questa compagna degli ultimi anni, se ne è andata improvvisamente,
come un’amante per la quale non si prova più interesse, ormai non
più conturbante, mi ha lasciata senza voltarsi, dimostrandomi tutta
la sua fedeltà. Forse un giorno, forse ,pentita ritornerà,
con nuove fascinazioni, ipnotici artifici.
Quel giorno l’accoglierò con un altro sorriso restituendole
la pace che ho conquistato.
Ha fatto ciò per cui era stata invocata, come un sicario,
ha rotto l’incanto di un mondo che non esiste più se non nei ricordi.
Ho pregato e pianto per riconoscere qualcosa ancora vivo di quella
realtà ,ormai trasformata. D’improvviso mi sono sentita vecchia,
come arrivata alla fine di un sogno nel punto in cui ciò che rimane
è soltanto il riecheggiare del suono in lontananza, la vista ormai
sbiadita dal tempo. Eppure la gioia di essere di nuovo a casa sta
cominciando a rifiorire, sale su’ fino a far sentire il calore di una conoscenza
antica, come quella di una madre , che ogni giorno si rinnova alla vista
dell’alba, un’amicizia ormai arroccata difesa dalle trascorse tempeste
del tempo. Sono grata di questa contentezza.
Forse oggi, dopo anni, penso con entusiasmo a ricostruire sopra
quelle macerie di cui parlai una volta, senza sapere allora quale mondo
avrei poi attraversato.
“12 Febbraio 1992. Giornate così strane si alternano in questa
vita. Non hanno un senso o almeno non riesco a dargliene. La mia anima
non sente la voci del mondo, si aggira altera fra queste rovine terrene
e non ne comprende l’orrore.
Le luci tetre, il paesaggio non più splendido.
Lo è mai stato?
In un tempo non molto lontano la sua bellezza riusciva ad alterare
il mio Io, lo atterriva e non se ne capacitava. Ma forse era solo una mera
illusione. Quando la mia anima correva per le verdi, selvagge foreste,
scivolava sulle pure acque, respirava il cielo azzurro, era innamorata
perdutamente della vita.
Ora non lo è più, non si spiega perché il suo
mondo è cambiato, o lo ha fatto lei ?
L’incubo è ricorrente, il labirinto lungo, faticoso, simmetrico
sino alla pazzia.
Tuttavia vengo attratta da esso, ma se alla fine non trovassi niente
di significante ?
Un giorno un’amica mi sussurrò : “La prima legge è
l’Accettazione “.
Oggi ne scorgo la placida pienezza, è quasi bella nella sua
insconfessabile saggezza. E’ stata posta li’, una delle colonne portanti
di questo mondo .
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