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ROSARNO - Il più antico dei monumenti storici cittadini, la chiesa del Rosario, è chiusa al culto da anni a causa della caduta di parte del soffitto dovuta ad infiltrazioni di acqua piovana dal tetto.Un palleggiamento di competenze fra la Sovraintendenza delle Belle Arti, il Comune  e la Curia Vescovile sta impedendo da anni di operare i necessari restauri.Immaginiamo che la competenza sia sempre di chi ha sovvenzionato i lavori di risanamento per l'umidità che minacciava i muri perimetrali e le opere di ammodernamento interno e della facciata esterna sotto la spinta del sempre solerte parroco don Pino Varrà.Il danno è incalcolabile per il patrimonio storico-artistico dal momento che questa chiesa è la cappella del  Convento dei Monaci Domenicani che lasciarono Rosarno dopo il disastroso terremoto del 1783.Il convento, secondo mos. Taccone-Gallucci, fu costruito nel 1526 ed ospitò insigni Teologi.Intorno al convento vi era un appezzamento di terreno dal quale i frati ricavavano erba e frutta  detto "Orti del Convento" (oggi rione Baracche).A seguito del terremoto il convento andò distrutto quasi per intero. I 12 monaci rimasti incolumi furono traferiti altrove ed abbandonarono i ruderi del complesso e la cappella.Per ordine dei Borboni il convento fu chiuso definitivamente nel 1784 ed i muri superstiti furono abbattuti un centinaio di anni dopo anche per far posto alla cisterna dell'acquedotto tutt' ora esistente e, crediamo, ancora in attività.La Chiesa conosciuta oggi come Chiesa del Rosario o di San Rocco, a navata unica, subì nel tempo parecchi restauri sia nelle strutture che negli affreschi.Vi sono custodite le statue della Madonna del Rosario e di San Rocco assieme alle effigi di Santa Rita e di San Michele. Un rosone marmoreo posto sotto l'attuale altare riporta l'immagine di Pio V.Gli affreschi che abbelliscono la volta sono stati realizzati nel 1926 da Zimatore Grillo.Il nuovo altare ed il presbiterio sono stati realizzati dall'architetto Antonietta Santoprete.Sotto la pavimentazione sono ancora esistenti le fosse sepolcrali.Questo prezioso manufatto sopravvissuto per centinaia di anni agli insulti del tempo ed alla furia delle intemperie, rischia ora di soccombere per l'incuria degli uomini!Chiaramente ritardare ancora le necessarie riparazioni non possono che aggravare i danni  considerando il susseguirsi delle stagioni invernali (e ne stanno passando ormai troppe!) procurano ulteriori infiltrazioni ed altri danni sia alle strutture che alle opere contenute che potrebbero alla fine risultare irrecuperabili.Perciò è necessario intervenire con urgenza e decisione per salvare l'opera, sottraendola ad una rapida fine, restituendola ai fedeli ed al corposo patrimonio storico che la cittadina pianigiana vanta quale erede dell'antica colonia greca di Medma.Viva agitazione serpeggia fra la popolazione dei rioni Convento e Baracche, ma anche di altri rioni, affezionati alla "loro" chiesa, e paventano l'eventualità di costituire un "Comitato pro restauro Chiesa del Rosario" di cui dovrà far parte il Parroco don Pino Varrà.Sono disposti anche auto tassarsi, pur di salvare questo prezioso gioiello che rappresenta l'unica testimonianza di quello che fu il Convento dei Frati Domenicani.Gli  uomini in tutti questi secoli, nel bene e nel male, hanno fatto la loro parte … tocca adesso alle Istituzioni fare la loro e la popolazione rosarnese lo chiede con forza e decisione.
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 .Note: Le notizie storiche sono tratte dal volume "Storia si Rosarno" del professor Giuseppe Lacquaniti, seconda edizione, edito per i tipi della Virgiglio editore di Rosanro
 
 


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