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(Articoli selezione)-Art-11
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ROSARNO (RC)
Gli studiosi hanno portato
alla luce un altro tempio
Ennesima scoperta nell’area
archeologica
di Giuseppe Fida
ROSARNO - Rinvenute a Rosarno le fondamenta di un altro tempio,
il ritrovamento è avvenuto stamattina all’interno dell’area del
campo sportivo.
Questo sarebbe il secondo edificio di culto che viene alla luce
dopo gli scavi delle scorse settimane.
Qualche studioso lo ave-va ipotizzato, dopo vari ritrovamenti nell’area
circostante non vi erano dubbi sull’eventuale possibilità che in
quella zona ci fosse altro e così è stato, lentamente sembra
risolversi un puzzle durato anni, che ha coinvolto molti studiosi, arrivati
da ogni luogo, per catalogare quell’enorme massa di informazioni archeologiche,
scrigno prezioso di un sapere che co-me una molla caricata nel passato
oggi fa scattare una serie di interrogativi sulle civiltà che sono
state presenti in questo territorio.
E’ l’antica Medma, una delle più importanti colonie greche
dell’intera regione, uno dei luoghi che a sua volta forma quel triangolo
di culture che si risolve con Hìpponion e Locri.
In questi tre posti è concentrata tutta l’attenzione possibile,
e ogni ritrovamento è il naturale evolversi della conoscenza stessa
che si appropria e costituisce un bene assoluto da valorizzare e custodire.
Abbiamo fatto alcune domande ad Anna Rotella, fiduciaria archeologa
che lavora per conto dei beni culturali, e che in questo momento è
sotto le direttive di Maria Teresa Iannelli, ispettrice di zona e coordinatrice
degli scavi.
Cosa avete trovato di preciso?
«Stamattina abbiamo cominciato a scavare perché cercavamo
il collegamento tra un canale per lo scolo delle acque che era venuto fuori
durante lo scavo della tribuna; cercavamo il proseguimento del canale,
anche perché siamo sulla sommità di una collina e volevamo
capire che ci fa un canale per lo scolo delle acque in pianura. Abbiamo
trovato i resti di una struttura, sono resti di una stradina, sono tutte
basole a profilo concavo, con questo grande edificio accanto. E’ comunque
un grande edificio pubblico.
Al momento non possiamo sapere con certezza quale sia la lunghezza
e naturalmente la struttura completa».
I resti rinvenuti sono quelli di un tempio?
Non e un tempio nel senso canonico del termine, in realtà si
può immaginare che sia, con molta più scientificità,
di un luogo di culto; si tratta intanto di edifici pubblici, si capisce
dal fatto che sono costruiti con blocchi di arenaria.
Non lontano da qui sono stati rinvenuti i resti di un edificio della
grandezza di circa 13 metri il lato corto, per 18 il lato lungo, quindi
edifici di grandi dimensioni, in quest’area che è vicino alla contrada
Calderazzo e Sant’anna, che sono le due grandi aree sacre indagate dall’Orsi
all’inizio del secolo, quindi essendo vicino a queste due aree sacre si
può ipotizzare con buona probabilità che si trat-ti di un
luogo di culto».
A quale periodo risale la struttura?
«Potrebbe risalire al IV secolo, comunque al momento è
presto dare un’indicazione certa sulla datazione del ritrovamento; bisogna
ancora pulire ì materiali, trovare confronti e datare con precisione».
Gli scavi continueranno ancora?
«Noi abbiamo un finanziamento che ci permetterà, di lavorare
per due settimane.
Il Comune ha messo a disposizione un nuovo finanziamento perché
si pensa di integrare l’indagine in quest’area che poi dovrebbe essere
restituita alla cittadinanza per il ripristino del campo sportivo».
«L’intenzione è quella di far riprendere l’uso al campo
sportivo, per poi, appena le cose burocratiche lo permetteranno, di destinare
un’altra area al campo».
(da Il Quotidiano della Calabria del 17 settembre 2002)
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