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TROPEA- Vanta origini tropeane una delle sei donne, scelte su diecimila concorrenti, per formare il gruppo di "Donna avventura” che intraprenderà il viaggio in fuoristrada lungo le vie sconosciute del Marocco e in Mauritania.
Si
chiama Simona Lucci, suo padre Giovanni è romano, sua madre Chiara
Romeo è invece tropeana.
Da giovani i suoi genitori hanno lavorato a Milano ed oggi sono ritornati
a vivere a Tropea, città del sole che rimane sempre nel cuore. Simona
è nata nella grande città del nord, dove e cresciuta e si
è formata.
Ma «Tropea, dice, è la mia seconda casa ... Io mi sento
più a mio agio quando mi trovo in quella splendida cittadina e sono
molto orgogliosa di avere origini calabresi».
La bella avventuriera ha 37 anni e a Milano esercita la professione di medico dentista.
L' impresa che si accinge a compiere rappresenterà per lei quel particolare momento di fiaba che a volte tutte le donne sognano; si appresta con entusiasmo ad affrontare le difficoltà, gli imprevisti e tutto quel che un viaggio in fuoristrada può presentare.
Certo non è mancato un attimo di titubanza nel dover lasciare il lavoro per un mese, ma i suoi fratelli l’hanno incoraggiata a partire all’avventura, perché queste sono occasioni offerte dalla vita che non si possono nè si devono rifiutare.
“Ho letto sulla rivista "Io Donna", dice Simona, l’invito a partecipare all’iniziativa "Donna Avventura", organizzata da un’agenzia milanese, rivolto a tutte coloro che volessero affrontare un lungo viaggio in posti sconosciuti".
E come per gioco Simona ha inviato la scheda di partecipazione, il suo curriculum, la foto. E’ stata quindi chiamata per le selezioni insieme a ben diecimila concorrenti!
“Solo in seicento abbiamo superato le prime prove, racconta Simona,
alle successive siamo rimaste in cinquantacinque”.
Nella cittadina di Clusone, in provincia di Bergamo, dove è
stata effettuata l’ultima selezione, sono rimaste infine in sei le donne
ritenute veramente capaci di iniziare e portare a termine l’impresa. Con
loro, altre due viaggeranno in moto.
Simona è felice ed entusiasta, contenta di condividere un’esperienza
particolare.
"Per l’occasione, dice, ho preso anche la patente D per poter guidare, eventualmente, anche il camion”. Lei sarà l’inviata speciale di “Io donna” e fornirà puntualmente le informazioni che riuscirà a raccogliere lungo il percorso per i lettori della rivista.
Partiranno sabato per rientrare nei primi giorni di novembre.
E se la storia di Simona non è una favola vera ... spieghiamoci
come mai è stata scelta su diecimila concorrenti quando, inizialmente,
l' agenzia aveva smarrito tutto il suo curriculum; di lei era rimasta solo
la foto.
Ma il dovere di dare risposta a tutte le partecipanti ha messo in
moto il meccanismo di ricerca.
Con la sola foto, è stata rintracciata, invitata alle selezioni,
scelta!
Dunque, buon viaggio e in bocca al lupo, bella “donna avventura!”.