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Io ho scoperto i Bronzi di Riace
Intervista a Stefano Mariottini
di Gigi Baldari
Sollecitati da un amico, Paolo Bonazza, abbniamo incontrato lo scopritore
dei bronzi di Riace, Stefano Mariottini, a trent’anni dall’evento. Il nostro
Stefano da poco ha ottenuto la residenza nel comune di Monasterace. Ci
viene presentato da Paolo sul ridente e civettuolo lungomare della cittadina
jonica, e con molta disponibilità accetta di rispondere alle nostre
domande.
Si presenti.
Mi chiamo Stefano Mariottini, romano, subacqueo, svolgo ricerche
per conto della Sovraintendenza Archeologica della Calabria, con una associazione
culturale KODROS.
A trent’anni dalla scoperta dei bronzi, nel vederli, cosa prova?
La sensazione è sempre la stessa, di grande soddisfazione
e ammirazione. Ogni anno li vedo, negli incontri che ho con la Sovrainntendenza.
Sono stati trovati per caso, o era a conoscenza dell’esistenza di
queste due statue?
Per caso, mentre pescavo, cosa che facevo da otto anni, nel periodo
in cui tornavo in Monasterace per trascorrere le vacanze ospite dei parenti
di mia moglie.
Erano visibili entrambi?
Solo la spalla sinistra della statua A che sporgeva dalla sabbia,
in una piccola spianata circondata da scogli alla profondità di
sei metri.
Pensa che il nostro mare Jonio sia ricco di questi tesori?
Certamente. Sia per gli insediamenti a terra, Monasterace sito della’
antica Caulonia e le grandi città di Locri e Crotone, sia per le
attività di navigazione commerciali e militari. In effetti con un
lavoro di ricerca subacquea decennale é stato conosciuto e studiato
un significativo giacimento subacqueo, oltre 300 reperti, relativi all’
antica città di Caulonia presenti nell’ area sommersa antistante
Monasterace Marina. Reperti che potrebbero appartenere ad un tempio Jonico
ora sommerso.
Questi reperti sono ancora sommersi o sono stati recuperati?
Tra i reperti archietettonici sono stati recuperati due basi di
colonna Jonica e due rocchi di colonna terminali, con decorazioni in rilievo
di palmette e fiori di loto, in quanto rappresentano particolari unici
in tutta l’area del Mediterraneo Magno Greco e siciliano. Sono stati, inoltre,
recuperati, sempre su richiesta della Sovraintendenza, reperti che attestano
l’attività di navigazione in questa area, ancore in pietra e piombo,
la cui integrità poteva essere messa in pericolo da recuperi clandestini.
Tutti questi materiali costituiscono la sezione archeologica-subacquea
dell’Antiquarium (Museo) di Monasterace, in allestimento.
Appunto, a Monasterace esiste uin Museo. I bronzi non potrebbero
essere portati qui? Sarebbe un notevole vantaggio dal punto di vista turistico
per la zona.
Potrebbe essere possibile, ma purtroppo mancano i presupposti per
la fruizione del pubblico e degli studiosi. Fra l’altro non è definito
se essi appartengono o meno alla storia del territorio.
Si dice che i bronzi si ispirano agli ideali dell’antica Grecia:
prestanza fisica, bellezza interiore, arte...... Lei che ne pensa?
Sicuramente sono modelli che racchiudono tutte queste caratteristiche,
in effetti sono figure mitiche o eroiche, e come tali potrebbero suggerire
l’appartenenza alla cultura greca piuttosto che locale.
E’ vero che portano jella?
No, non credo. Penso si tratti di coincidenze raccolte per ragione
di scoop e presentate ai lettori senza alcun rispetto per le persone purtroppo
coinvolte.
( da La Riviera )
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