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UNA GRAVISSIMA epidemia sì sta diffondendo in tutta la regione
in maniera del tutto subdola: si tratta della temibile "cementite acuta",
i cui focolai di infezione in realtà non sono stati mai debellati,
soprattutto in prossimità delle zone costiere, dalle quali in tutti
questi anni hanno continuato a diffondere il morbo che ora rischia di aggredire
anche le zone più interne.
Fra le categorie più esposte, i politici di ogni risma, purché
in possesso di qualche assessorato. Finché i soggetti rimangono
confinati sui banchi dell'opposizione il male sembra non contagiarli, ma
nel momento in cui assumono posizioni di potere, gli anticorpi scompaiono
ed ecco manifestarsi subito i sintomi della malattia delirio di onnipotenza,
allucinazioni, miraggi, perdita di contatto con la realtà, fissazioni,
frasi e gesti ripetitivi.
Il contagio si diffonde nei convegni, negli incontri interpartitici,
tra gli scranni dei consigli comunali, provinciali e regionali, dove gli
ammalati vaneggiano di sviluppo economico e occupazionale, di rilancio
del turismo, spacciando ora una trasversale, ora un porticciolo, un nuovo
villaggio residenziale piuttosto che la nuova sciovia per l'ennesimo, noiosissimo,
"volano" per il territorio.
Nonostante gli appelli degli ambientalisti e i solenni impegni degli
amministratori a evitare le situazioni di contagio, l'epidemia sta assumendo
dimensioni preoccupanti, tali da compromettere la sopravvivenza di
quel che rimane della natura calabrese. Fra i principali portatori
sani del male cementizio, risultano particolarmente attivi l'ingegnere
professore Aurelio Misiti e il giulivo Governatore generale della “California
d'Europa', quel 'Giuseppe nel Paese delle Meraviglie" che vorrebbe rinverdire
i fasti della Magna Grecia con nuovi monumenti, dove, al posto delle colonne
doriche e corinzie, sorgeranno arditi viadotti e sicuri approdi per moderni
navigli, fino a mandare in pensione, dopo millenni di onorata attività,
i due mostri Scilla e Cariddi, con la realizzazione del più grande
monumento alla stupidità dell'uomo.
I ministeri romani annunciano che il periodo di incubazione del
germe - letale per l’ambiente - si abbrevierà sempre di più,
salvo poi manifestare i suoi effetti a volte per decenni. Questi variano
dai cinque anni in poi per una corsia autostradale d'emergenza, qualcosina
in più per una trasversale, ai venti o trenta per una diga, fino
al tempo illimitato (si prevede) per il Ponte sullo Stretto. Alla fine
rimarranno le ferite insanabili sul corpo martoriato di quella che era
la regione Calabria.
Indebolite le difese immunitarie (leggi per la tutela dell'ambiente,
magistratura, associazioni, coscienza. civile), si insediano ben noti parassiti
dai nomi conosciuti: "Mafia sicula" e "Ndrangheta calabrica" (dello stesso
gruppo di "Camorra partenopea"), con i quali però, secondo alcuni,
bisogna "imparare a convivere", data la loro diffusione radicata e capillare
sul territorio.
Ai calabresi la drammatica situazione viene pietosamente nascosta
con una massiccia dose di slogan come: "Calabria Mediterraneo da scoprire",
"Calabria sogno Mediterraneo", "Calabria giardino d'Europa", 'Svizzera
del Sud", quando sarebbero più appropriati "Colombia dell'Ovest"
o "Burundi del Nord".
Come palliativi vengono propinati, specie in periodo estivo, le
immancabili sagre della soppressata e delle melanzane, come sempre allietate
dal cantante di turno che ancora una volta rilancerà con i suoi
gorgheggi, la vera, autentica, “immagine della Calabria".
Ma un altro termine con proprietà narcotizzanti di cui si
fa largo uso è quello di "ecocompatibile". Qui tutto è ecocompatibile,
per cui, se è vero, come è stato scritto testualmente di
recente, che un viadotto autostradale è "un simbolo dell'ambiente",
se la smettono di distruggere coste e monti, sono anche disposto a scrivere
che la natura incontaminata è un simbolo del cemento!
Eppure sembra che stavolta si faccia sul serio per contrastare l'epidemia
cementizia: pare che sulla costa saranno demolite alcune case abusive.
Al loro posto sorgerà un grande villaggio turistico o un porticciolo,
sempre turistico. Magari saranno un pò più grandi e occuperanno
un pò più di spazio, ma, almeno loro, le autorizzazioni,
ce le hanno tutte!