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Storia
dell'Automobile italiana
di
Franz Rodi-Morabito
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Alfa
Romeo (parte
seconda)
Ormai la produzione
viaggiava sul celebre modello 1750 6c e per chi volesse una vettura più
sofisticata e potente non poteva prescindere dalla 2500 freccia d'oro.
Tuttavia per una Italia
che calcava il palcoscenico nelle tristi condizioni di una guerra
perduta, la 2500 era troppo costosa sia da acquistare che da mantenere.
Facendo un passo indietro
diremo che già dal 1933 il pacchetto azionario era passato nelle
mani dell'Istituto per la Ricostruzione Industriale (l' I.R.I.) quindi
in mani non di persone che si facevano, anche se con giudizio, trasportare
dal cuore, ma persone che avevano una Bibbia che era dipendente dai conti
profitti e perdite.
Perciò si ricominciò
a pensare ad una vettura nuova a quattro cilindri che competesse con le
concorrenti Fiat 1400 (e non era grande sforzo!) e con la Lancia Aurelia
che continuava a mantere il favore di una enorme massa di "lancisti" disposti
a comprare tutto "a scatola chiusa" purchè portasse lo stemma Lancia!
Il compito che si
attribuiva alla nuova macchina non era facile ed il cammino si presentava
irto di asperità.
Da considerare che
la Fiat 1400 costava relativamente poco, che l' Aurelia era un sei cilindri
con tutti i confort e l'accuratezza costruttiva della Lancia, quindi
la nuova Alfa Romeo (che sarebbe costata senz'altro qualcosina in più)
doveva dare molto di più per sfondare il mercato.
E questa vettura fu
la
E la nuova nata seppe
salvare le sorti dell' Alfa Romeo per inconfondibili prestazioni più
che per le finiture che erano alquanto discutibili.
Fu costruito un nuovo
stabilimento
Dopo la interessante
consulenza di Wilfredo Ricart tutti i servizi di progettazione vengono
riuniti sotto la guida dell'ing Orazio Satta Puliga proveniente da
area Fiat e specialista di motori ad altissime prestazioni.
Riprendendo gli schemi
della Grand Prix 158 (la famosa Alfetta) salvata fra mille espedienti dalle
requisizioni e dai tedeschi, seppe tarne un motore che era un vero gioiello.
La AR 1900 fu una
berlina a quattro porte, cinque posti, con una linea classico-moderna,
di una brillantezza eccezionale e con un assetto che la rendeva letteralmente
inchiodata alla strada.
Si impose immediatamente
sui terreni sportivi e su quelli della "famiglia di prestigio".
Fu immediatamente
adottata dallo Stato Italiano e divenne la velocissima vettura della Polizia,
della Celere, della Guardia di Finanza.
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Alfa Romeo 1900 Super
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Le famose "Pantere" della
Polizia divennero "il simbolo" dell'efficenza e dello
scatto della Giustizia italiana che dopo le tristi vicende della guerra
avevano bisogno di entrare nell'immaginario collettivo con una veste di
efficenza..
Al solo comparire
di una Pantera il cittadino si sentiva fremere e si riteneva protetto dalle
forze di Polizia.
Le 1900 Super erano
un coacervo di forza e sicurezza, di potenza e docilità.
Andavano meravigliosamente
nei velocissimi inseguimenti nella Pianura Padana e nelle tormentate e
strettissime strade dell'Aspromonte.
Anche per questa vettura
molte le carrozzerie fuori serie fra cui un ben riuscito coupè 2+2
commercializzato dalla Casa.
La 1900 si evolse
nella 2000 e poi nella 2600 tornando così al sei cilindri.
Tuttavia, come si
è visto sia la Fiat che la Lancia avevano occupato lo spazio delle
vetture piccole la prima con la 1100/103 e la seconda con l'Appia, per
questo motivo anche l' Alfa Romeo non poteva lasciar correre e mise sulla
strada un'altro piccolo grande gioiello capace di divenire immediatamente
la macchina "più amata dagli italiani" (e non solo!).
La Giulietta
Nel 1954 viene annunciata
la nascita della nuova vettura che porta il nome civettuolo di
Sarà una berlina
quattro porte cinque posti con cambio al volante di soli 1300 cc di cilindrata.
Un motorino agile
e brillante con doppio albero in testa dalle grandi prestazioni.
Quasi contemporaneamente
viene annunciata anche una vesrione Coupè vestita da Bertone con
una carrozzeria filante ed aggraziata che la terrano in cima alla piramide
per ben dieci anni senza che desse segni di stanchezza.
Passano i mesi, ma
la Giuletta berlina non viene consegnata.
Iniziano le consegne
invece della Giulietta Sprint e bisognerà attendere ancora parecchio
tempo prima che la berlina sia resa disponibile.
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Alfa Romeo Giuliettta Sprint Bertone 1/a
serie
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Per la cronaca e con una
discreta dose di civetteria, vi dirò che questa Giulietta Sprint
della foto è stata la prima consegnata nell'Italia meridionale dalla
Filiale Alfa Romeo di corso Mediterraneo a Napoli, da cui dipendeva all'epoca
tutto il territorio dell' Italia Meridionale ed insulare.
Era il 5 gennaio 1956.-
Vi domanderete perchè
ho parlato di civetteria? semplicemente perchè quella vettura era
intestata a tal Franz Rodi Morabito ( NdR : il sottoscritto) residente
a Rosarno (Calabria) che all'epoca aveva quasi 22 anni.
Portava la targa RC
14291.-
Tornando al serio
vi dirò che la Giuletta ha rappresentato tutto quello che ci si
aspetta dll'Alfa Romeo: velocità, tenuta di strada, affidabilità,
eleganza.
Per tali ragioni occupò
una larghissima fascia di pubblico e, naturalmente, le Forze di Polizia
che avevano necessità di avere una vettura che li mettesse in condiszione
di essere presenti capillarmente e rapidamente sul territorio.
Fine
storia dell' Alfa Romeo